Combattere la cellulite in menopausa

Assieme alla pubertà, la menopausa rappresenta un momento di svolta nella vita della donna. E’, come l’adolescenza, un momento in cui facilmente compare la cellulite è proprio la menopausa. Non è raro, da parte delle donne che attraversano questa delicata fase della vita, sentir porre l’accento, in modo più o meno consapevole, su sentimenti di lutto e di perdita per una femminilità che esse avvertono ormai al termine.

La menopausa può rappresentare un momento difficile, soprattutto se prima si è sviluppato solo il versante “procreativo” della propria femminilità, se si è pensato solo ed in maniera esclusiva alla “creazione” della propria prole. La cessazione di questo ciclo quindi viene quindi vissuto come un lutto. La variazione dell’ assetto neuroendocrino che contraddistingue questo periodo si accompagna, a volte, al vissuto di un corpo che perde le caratteristiche fondamentali, quali ad esempio la ritmicità del ciclo mestruale, per assumerne di nuove, spesso non facilmente accettabili, perchè interpretate come sintomo di un corpo che invecchia.

cellulitemenopausa

La crisi della femminilità che caratterizza la menopausa sembra in qualche modo venire rappresentata anche dall’ estensione degli infiltrati cellulitici cui si assiste in questo momento.La cellulite infatti a 50 anni a 60 anni, colpisce in profondità i tessuti, disfacendo la loro forma originaria analogamente a quanto può accadere a tutta la personalità.

La localizzazione della pelle a buccia d’arancio è in pratica ubiquitaria, dappertutto: cellulite sulle braccia, cosce, gambe, polpacci, cellulite sul collo e schiena. La cute delle zone interessate appare inoltre invecchiata, senza elasticità, quasi morta. Se accanto alla cellulite compaiono malattie come l’obesità e l’osteoporosi si può parlare di una “morte della femminilità” vera e propria.

E’ interessante notare invece come, in società differenti dalla nostra, la  cellulite sia praticamente sconosciuta. Questa considerazione è sicuramente sostenuta da fattori costituzionali, alimentari e comportamentali, ma vi si può leggere anche un aspetto più strettamente legato a un diverso significato dell’eros. Ad esempio presso le popolazioni di colore o orientali l’eros è praticato con un atteggiamento più naturale. Si tratta in genere di culture in cui è ritenuto naturale mostrare scoperte alcune parti del corpo fortemente espressive della sessualità, quali le natiche, i fianchi, il seno e ciò anche in età avanzata, segno di un eros che non ha più motivo di mascherarsi nè di fronte al grasso nè di fronte alla cellulite.

Cosa fare

innanzitutto non fatene un dramma, a questa età è difficile trovare donne che non ne soffrano. Ci sono dei rimedi “soft”, ad esempio potete iniziare una serie di massaggi linfodrenanti che aiutano a migliorare il microcircolo linfatico e sanguigno. Possiamo associare l’uso di creme anticellulite, aiutano in maniera superficiale a migliorare la compattezza e la luminosità della cute. Scegliete quella che fa per voi.

L’attività fisica sicuramente aiuta. Quaranta minuti di passeggiata in mezzo alla natura fanno bene non solo alle gambe ma a tutto il corpo. Rinforzano i muscoli di glutei e delle cosce e se anche la cellulite non se ne andrà avrete le gambe piú belle.

La radiofrequenza può aiutare ma non esagerate. La cavitazione estetica si usa nei casi piú disperati, una cellulite necrotizzata e conclamata.

Il linfodrenaggio per la cellulite, un massaggio delicato

Il linfodrenaggio, utilizzato anche per combattere cellulite è un tipo di massaggio manuale molto delicato mirato alla riattivazione della circolazione sanguigna e linfatica e all’ eliminazione del gonfiore e del senso di pesantezza, soprattutto negli arti inferiori. E’indicato anche in particolari momenti della vita di una donna, ad esempio durante la gravidanza.

La linfa è il liquido che segue una circolazione parallela a quella sanguigna, raccoglie le sostanze di rifiuto e ne attiva lo smaltimento attraverso la normale funzione renale.

I vantaggi del massaggio linfodrenante a livello medico sono noti da molti anni. La linfa scorre verso i linfonodi, queste “sentinelle” si trovano in molte parti del corpo, sotto le ascelle, nelle pieghe dell’inguine e su ciascun lato del collo, giocano come filtro. Se il flusso della linfa ai linfonodi è carente, la pulizia non è fatta correttamente. Ciò potrebbe portare a diversi problemi di salute: nel nostro caso a gambe pesanti, cellulite o gonfiore alle caviglie.

linfodrenaggio

A cosa Serve I benefici

Il massaggio linfodrenante viene praticato principalmente con cerchi effettuati con le dita, pressione dei pollici, spinte delle mani sovrapposte l’una con l’altra, movimenti rotatori e schieramenti con palmi della mano. Lo scopo è quello di favorire il drenaggio naturale della linfa , liquido che trasporta i prodotti di scarto dai tessuti al cuore. Ciò aiuta a riattivare a migliorare la circolazione e di conseguenza ad eliminare la ritenzione idrica responsabile della cellulite.

Questa pratica nasce intorno agli anni trenta dallo studioso danese Emil Vodder, anche la medicina cinese ha dei legami con il linfodrenaggio,  che dopo anni di pratica la fa conoscere al mondo presentandola a Parigi nel 1936. Inizialmente veniva impiegata per curare alcune infezioni dell’organismo, attraverso la stimolazione della circolazione linfatica; solo in un secondo tempo è stata annoverata tra i trattamenti di medicina estetica. Il linfodrenaggio dedicato alla cellulite è un massaggio molto dolce, lento , delicato, non deve essere aggressivo , la pelle non si deve arrossire quando viene effettuato, ha lo scopo di facilitare lo scorrimento della linfa nei punti definiti “stazioni linfatiche”, favorendo l’immissione nel circolo sanguigno.

Come si fa

Viene praticato con pressioni molto leggere delle mani, ha anche un effetto rilassante e dona un piacevole senso di benessere generale. Per ottenere buoni risultati necessitano 15-20 sedute con cadenza bisettimanale.

Le basi teoriche per l’utilizzo di questa terapia si fondano sui seguenti concetti:

  • stimolare il sistema linfatico tramite un aumento della circolazione linfatica;
  • accelerare la rimozione dei rifiuti biochimici nei tessuti dell’organismo;
  • migliorare la dinamica dei fluidi del corpo, in tal modo facilitando la riduzione dell’edema ove presente )in caso di traumi sportivi ad esempio)
  • diminuendo le risposte del sistema nervoso simpatico, quindi aumentando il tono nervoso parasimpatico .

Il linfodrenaggio non va effettuato in caso di edema cardiaco, infiammazioni acute, ipertiroidismo, trombosi recenti, nell’asma o in presenza di linfonodi ingrossati che fanno male. Da evitare anche in presenza di flebiti o di particolari affezioni della pelle.

Il massaggio linfodrenante è riconosciuto come lo strumento primario per la gestione di linfedema (eccessivo accumulo di liquido linfatico). I terapisti specializzati hanno una certificazione ottenuta attraverso corsi molto mirati condotti da varie organizzazioni specializzate in questo tipo di trattamento.

Linfodrenaggio in gravidanza

in questo periodo particolare della vita di una donna il corpo è sottoposto ad una serie di sconvolgimenti ormonali. Tende a scendere il tono della circolazione sanguigna e linfatica a causa del feto che spinge sui vasi del ventre. C’è quindi un minor drenaggio dei liquidi interstiziali che ristagnano depositandosi su muscoli e pelle dando vita alla famosa pelle a buccia d’arancio.

Un massaggio linfodrenante permette alla donna in gravidanza di drenare verso l’alto gli scarti del metabolismo che ci sono nella linfa alleggerendo, allo strsso tempo, gli arti inferiori, cosce e gambe. Tutto ciò provoca dei miglioramenti al livello estetico ma anche fisico con una sensazione di leggerezza alle gambe.

 

Rimedi naturali contro la cellulite per eliminare la pelle a buccia d’arancio

La cellulite è una patologia che colpisce principalmente le donne. La pelle a buccia d’arancio può essere combattuta in diversi modi, non sempre con successo però. Esistono comunque dei trattamenti non invasivi, naturali a che prevedono trattamenti fitoterapici a base di erbe insieme a massaggi.

I rimedi naturali contro la cellulite non sono quindi mai passati di moda, si chiama fitoterapia la cura delle malattie effettuata con le piante. Qualsiasi stagione è buona per preparare dei composti utili per combattere la ritenzione idrica che provoca la formazione di cellulite. Possiamo preparale semplicemente in casa, da sole, sono abbastanza semplici.

Le erbe

Andiamo a dare un’occhiata alle erbe più efficaci. Innazitutto la Ginkgo Biloba, pianta principe nel trattamento della cellulite.

Si tratta di un albero maestoso, comparso sulla terra già 200 milioni di anni fa. Le sue foglie con­tengono numerosi principi attivi, che possiedono moltissime azioni terapeutiche. Determina un’azione anticellulitica che si esprime tramite:

  • un miglioramento del flusso sanguigno delle arterie e dei capillari
  • una riduzione della permeabilità capillare
  • una conseguente riduzione dell’accumulo di scorie metaboliche
  • una riduzione del ristagno di liquidi

Dosi: da 60 a 100 gocce, tre o quattro volte al giorno, di una miscela di tinture madri così composta: 40 mi T.M. di Ginkgo Biloba. 30 mi. T.M. di cicoria. 30 mi T.M. di fumana.rimedinaturalicellulite

Il pungitopo, ruscus aculeatus, è una pianta che svolge un’azione di drenaggio, soprattutto a carico degli arti inferiori, grazie ai suoi componenti che agiscono da un lato sul sistema circolatorio, facilitando il riassorbimento dei liquidi che ristagnano; dall’altro svolgendo direttamente un’azione diuretica.

Te’ verde

Il tè verde può accelerare il metabolismo e aiutare a bruciare i grassi bloccando la produzione di enzimi assorbono il grasso. Le catechine presenti nel tè verde e bianco possono anche ridurre la resistenza all’insulina. Bere tre tazze al giorno potrebbe aumentare il dispendio energetico e aiuterà a bruciare circa 80 calorie nell’arco di 24 ore . Prova tè verde al mattino al posto di caffè.

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ANANAS

Questo vegetale ricco di enzimi proteolitici (cioè che sciolgono le proteine e quindi ne facilitano la diges­tione) e dotato di una spiccata azione antinfiammatoria, impedisce l’organizzazione delle fibre connettivali che trasformano la cellulite molle in dura. Dosi: una. due capsule da 100 mg di estratto di gambo, da due a quattro volte al giorno. Qualora la situazione infiammatoria fosse più spiccata e la cute dolente al tatto, è consigliato l’Erigeon canadensis già utilizzato nella terapia stagionale. Talora, associate al manifestarsi della cellulite, possia­mo trovare delle alterazioni dell’equilibrio ormonale. In questo caso possiamo ricorrere al Fucus vesiculosus. E un’alga marina che per la sua azione sulla tiroide viene sfruttata fin troppo spesso per indurre il dima­grimento. Può essere un valido alleato nella terapia anticellulite, ma solo quando vi siano documentate alterazioni ormonali e, anche in questo caso, sotto il controllo di un medico erborista che indichi, caso per caso, la posologia utile.

Infine un consiglio che ha valenza polistagionale: è il ricorso a vegetali vitaminici che combattono bene la cellulite, con particolare riferi­mento a quelli ricchi di vitamine C, E e del complesso B. Qui la scelta può essere ampissima: rivolgiamoci (senza dimenticare l’immancabile limone) alla carota, scrigno di vitamina C, Bl e B2; alla comune malva e all’altrettanto nota erba medica; non dimentichiamo l’insuperabile crescione e il comunissimo, ma assai prezioso, prezzemolo.

Pomodori e concentrato di pomodoro

I pomodori sono estremamente ricchi di licopene utili per la giusta ripartizione di collagene nella pelle. Il concentrato di pomodoro è particolarmente ricco di licopene.

Olio di cocco

Una combinazione molto popolare come rimedio casalinghi per la cellulite prevede un massaggio con olio extra vergine di cocco direttamente sulla parte colpita da cellulite.

Aceto di mele

Mescolate l’aceto di sidro di mele con 2 parti di acqua e un po ‘di miele e strofinare sulle aree colpite, quindi risciacquare con acqua tiepida. Dovrebbe aiutare a ridurre la presenza di pelle a buccia d’arancia. Inoltre, provare a fare un impacco per il corpo: mescolare Aceto di mele e acqua in parti uguali, e poi strofinare sulla zona. In seguito, avvolgere le zone di involucro di plastica e un asciugamano caldo per 1 ora, quindi risciacquare.

Centella Asiatica

presente in molte creme anticellulite possiede diversi principi attivi. Ad esempio una funzione antiinfiammatoria che guarisce le ferite. Possiede flavonoidi che riducono la fragilità dei capillari, in piú presenta la lisina e l’acido glutammico.

Fondi di caffè

si può creare una specie di amalgama per fare impacchi usando i fondi di caffè e l’olio di oliva. Perchè i fondi? Contengono caffeina che ha una funzione drenante e quindi aiuta a ridurre la ritenzione idrica. L’olio d’oliva invece serve a idratare la pelle.

Ottenuto questa amalgama a base di fondi di caffè e olio d’oliva potrete usarla in due modi, entrambi utili e funzionali: un massaggio abbastanza forte sulle parti colpite dalla cellulite, per far riattivare la circolazione e mettere in moto il processo drenante, e l’applicazione di un impacco. Il massaggio con l’amalgama può essere eseguito più volte alla settimana (tre o quattro) per una decina di minuti circa; sono consigliate piccole rotazioni con la punta delle dita in modo da riattivare in profondità la circolazione della zona senza irritare la pelle. Terminato il massaggio si può ripulire la parte con acqua tiepida e asciugare il tutto con un panno morbido.

Eliminare Pancia Uomo Come si fa

Il grasso nei maschi si accumula nell’ addome e nelle donne su cosce e glutei. Questo a grandi linee e c’è anche una spiegazione. Dipende dalla distribuzione degli ormoni che hanno effetti sul metabolismo e sulla distribuzione del grasso localizzato. Ad esempio alti livelli di estradiolo comportano una una distribuzione ginoide (legata alla donna), con preferenza su glutei e cosce. Poco testosterone fa crescere il deposito di grasso intraviscerale. Il cortisolo fa aumentare l’accumulo sulla schiena. L’insulina invece sull’addome. La prevalenza di ormoni femminili, androgeni, li aggiunge sulla schiena.

Cause legate al cibo

Ovviamente ci sono anche altri tipi di cause per cui il grasso va a finire sulla pancia degli uomini. In primis l’alimentazione che fa crescere il deposito di grasso. Lo zucchero è il principale imputato, ma ci sono pure carboidrati poveri di fibre e ad alto indice glicemico.

Come alimentarsi

prima di partire col parlare di esercizi che eliminano o comunque riducono la pancia nella parte addominale, vediamo l’alimentazione corretta per partire con il nostro progetto.

La paste e il pane non devono essere demonizzati ma dobbiamo preferire quelli INTEGRALI. Attenzione al “finto integrale” che è realizzato con la crusca, lo scarto. Come fare a riconoscerli? Dal prezzo. Un chilo di pasta con grano italiano, di qualità, integrale o seminitegrale non costa meno di 7 euro al chilo. Via libera anche a legumi e cereali, poi frutta e verdure in quantità.

Dobbiamo assumere anche grassi salutari che si possono trovare nella frutta secca, nei semi (semi di lino) e semi oleosi, avocado, burro d’arachidi e alcuni oli come l’olio extravergine d’oliva, no l’olio di semi e olio di palma, e l’olio di cocco.

Quante calorie al giorno

affidatevi ad un nutrizionista o a un dietista. Potete calcolare il vostro indice di MASSA CORPOREA, BMI, con questo tool molto semplice.

Indice BMI CORRETTO per un Uomo (Organizzazione Mondiale della Sanità):

Indice massa corporea tabella
>16 molto magro
16.00 – 16.99 visibilmente sottopeso
17.00 – 18.49 lievemente sottopeso
18.50 – 24.99 PESO IDEALE
25.00 – 29.99 sovrappeso
30.00 – 34.99 Obesità di prima classe
35.00 – 40.00 Obesità di seconda classe
>40.00 Obesità di terza classe

Il corretto apporto giornaliero di calorie dipende ovviamente da quello che fate, se siete sedentari oppure no, se fate sport. Possono andar bene 2000 calorie al giorno come 2500. Anche in questo caso ci viene in aiuto questo tool che calcolare le calorie necessarie a seconda delle attività fisiche che abbiamo fatto. Utile anche acquistare un braccialetto fitness come questo. Vi avvisa quando siete troppo seduti, misura il battito cardiaco, consiglia quante calorie bruciare e l’attività da fare, anche una semplice camminata va bene.

 

Come si brucia il grasso

Ovviamente gli esercizi migliori per ridurre l’adipe localizzato sono gli addominali. Ma non sempre portano a risultati considerevoli. Ovvero  possiamo “spaccarci di addominali” ma senza successo. Dobbiamo abbinarli ad attività aerobica ed anaerobica. Ovvero dobbiamo far salire il battito cardiaco per bruciare il grasso.

Il modo migliore per dimagrire  quello di fare un sacco di esercizio cardiovascolare. Alcune attività idonee sono:

  • Passeggiare a passo veloce per almeno 30 minuti
  • Jogging
  • Nuoto
  • esercizi aerobici
  • Andare in bicicletta

… e gli sport ad alta intensità come lo squash, il tennis, il calcio, il beach volley ed il basket. Tutto ciò che porta la frequenza cardiaca in alto e la tiene alzata per almeno venti minuti fa bruciare i grassi.

Come si perde il grasso sottocutaneo, la vostra pelle diventerà più tesa. Come il grasso all’interno i muscoli diminuisce, la cute vi apparirà più tonica e meno flaccida.

Tutti i metodi per rinforzare l’addome

Camminare

Camminando si mettono in moto tutti i muscoli addominali. Assicurati di oscillare le braccia e contrarre il tronco mentre passeggiate e mantenere un ritmo sostenuto. Una volta che ci siete abituati a fare una passeggiata quotidiana iniziate a camminare per almeno trenta minuti .

I pesi

L’allenamento con i pesi non solo aiuta il metabolismo, ma rafforza anche le ossa. Gli uomini che lavorano con i pesi hanno meno probabilità di sviluppare l’osteoporosi in vecchiaia rispetto agli altri.

Yoga

Yoga è ugualmente efficace a rafforzare il corpo, in particolare gli addominali e schiena. Migliora la postura e creare un aspetto più snello. Pilates e gli esercizi che si fanno sul tappetino sono ottimi. La cosa importante è che trovare un’attività che ti piace fare.

Addominali

concludiamo questo articolo con un video sugli esercizi idonei per avere la famosa “tartaruga” sull’ addome. Ovviamente tutto ciò deve avvenire di pari passo ad un’alimnetazione sana e attività aerobica.

La mini addominoplastica per la pancia piatta

Abbiamo già visto come l’intervento di addominoplastica riesca a ridare tonicità ad una pancia prominente in cui è presente una lassità della pelle. Si tratta di una procedura chirurgica che necessità di anestesia, punti di sutura e decorso post operatorio. Oggi, per rendere l’intervento più light, si utilizza la mini addominoplastica o parziale con la quale, grazie alle nuove conoscenze chirurgiche si eliminano (di 12-20 cm), i tessuti in eccesso praticando un’incisione poco visibile, posta subito sopra i peli pubici. Può essere effettuata sia sugli uomini che sulle donne.

Una ferita meno estesa e un minore trauma per la zona comportano una convalescenza più breve: i punti vengono tolti dopo otto-dieci giorni e a questo punto si raccomanda solo di massaggiare la ferita, accorgimento che aiuta a rendere “belle”, cioè elastiche e poco visibili le cicatrici.

L’intervento può essere eseguito sia in anestesia locale con leggero sedativo che generale. La lunghezza dell’incisione con il bisturi dipenderà ovviamente dalla quantità di pelle da rimuovere, ma sarà generalmente inferiore a quella richiesta da un’ addominoplastica tradizionale. Questo è il motivo per cui questa tecnica viene chiamata anche “senza cicatrici”.

A differenza della tradizionale operazione chirurgica il chirurgo solitamente non riposiziona l’ombelico durante la mini addominoplastica. Se necessario, può essere effettuata una per scolpire la pancia nella forma desiderata.

Il paziente, sia uomo che donna, solitamente viene dimesso dall’ospedale dopo poche ore dall’ intervento. Il tempo di recupero è più o meno lo stesso di una liposuzione quindi 1 settimana. I pazienti di solito sono in grado di tornare al lavoro entro pochi giorni, ma devono astenersi da attività faticose per alcune settimane.

La maggior parte dei pazienti avverte un po’ di dolore post-operatorio, che può essere affrontato con l’assunzione di antidolorifici.

Mini addominoplastica uomo: circa il 45% dei trattamenti in Italia è effettuato su pazienti maschili che richiedono il rimodellamento della pancia considerata troppo prominente.

Rischi

Ci sono alcuni rischi che possono essere anche gravi. Possono sorgere complicazioni come coaguli di sangue, trombosi o avvenimenti tragici come complicazioni cardiache o polmonari.

Infezioni e coaguli di sangue sono un rischio potenziale grave dopo l’ addominoplastica, ma che si verificano raramente. L’infezione è di solito trattata con antibiotici e drenaggi.

La necrosi, morte, del tessuto cutanea è difficile che avvenga ma non impossibile.Le cicatrici ci sono ma possono essere nascoste da indumenti intimi o dal costume da bagno. Normalmente ci vogliono da nove mesi a un anno prima che le cicatrici appiattiscano e si schiariscano.

Metodi alternativi per eliminare la pancia

per quel che riguarda l’ obesità, l’organizzazione mondiale della Sanità la definisce tale se l’indice di obesità, BMI supera i 30, Da 30 a 35 si tratta di lieve obesità, da 35 a 40 obesità di seconda classe, da 40 in poi obesità di terza classe.

Per ridurre l’adipe sull’ addome abbiamo realizzato un articolo specifico per parla di eliminazione della pancia.

Costi

Prezzi di una mini addominoplastica: da 5 a 6 mila euro.

Studi: a questo indirizzo: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22754159 è possibile vedere i risultati di un’addominoplastica abbinata alla liposuzione con le foto del prima e dopo. Questa tecnica ha dato risultati positivi nel 94% dei pazienti trattati, alcuni dei quali anche in età avanzata, 72 anni.

foto: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3385406/figure/F2/ courtesy of PUBMED