Jeans Anticellulite per ridurrere anche l’Adiposità su Cosce e Glutei

jeansanticelluliteErano attesi e sono arrivati sul mercato. Si tratta dei Jeans Anticellulite prodotti da Eve Le Rock che promettono non solo di ridurre la cellulite ma anche di combattere l’adiposità localizzata. Presentati al White Beauty , salone della bellezza di Milano, si presentano come dei normali jeans, ma mischiato insieme al denim ci sono caffeina, escina e vitamina E.

Ma non ci sono solo i jeans ma anche altri pantaloni anti cellulite. Si chiamano tecnicamente cosmetotessili e stanno vivendo un momento boom. In Usa li hanno scoperti anche le star di Hollywood: pare che Katie Holmes non si separi mai dai pantaloni snellenti, mentre la top model Gisele Bündchen è ritornata in forma dopo il parto anche indossando un paio di leggings al posto del pigiama. La famosa personal trainer americana Jill Cooper ne è rimasta così entusiasta da aver creato una linea personale da usare per allenarsi. Ora stanno spopolando anche in Italia: il marchio CosmeticWear propone culotte rassodanti, reggiseni rimpolpanti, leggings e T-Shirt riscaldanti (anche per lui); il brand Lytess ha appena lanciato il Pyjama, pantalone pigiama snellente, mentre l’azienda sportiva Roxy in collaborazione con la casa cosmetica Biotherm, ha creato una linea di scaldacollo e giacche intrise di una formula speciale, che mentre protegge dal freddo nutre la pelle.

Come funzionano i pantaloni per la Cellulite

Ci sono diversi metodi per ottenere un cosmetotessile, quello più usato, utilizza microcapsule che vengono inserite nel tessuto prima del confezionamento del
capo. Con l’uso e i lavaggi queste si rompono, rilasciando progressivamente i principi attivi che contengono ». Dopo un certo periodo di tempo (corrispondente
circa a 30 lavaggi) si esaurisce la “carica” e il tessuto perde la sua funzione cosmetica. Un altro metodo utilizza microcapsule particolari che si fissano sul
capo già realizzato attraverso cariche elettrostatiche. Lo svantaggio è che i principi attivi resistono solo per poco tempo (3 lavaggi al massimo), ma basta utilizzare una soluzione apposita per ricaricare il tessuto. «La terza tecnologia, infine, utilizza molecole a forma di ciambella, chiamate ciclodestrine, capaci di inglobare i vari principi attivi nel filato stesso, prima cioè che diventi tessuto.

La caffeina non è nuovo come componente utilizzato contro la panniculopatia. Lo troviamo spesso nelle creme ad uso topico e nei cerotti anticellulite. Dovrebbe sciogliere le cellule di grasso e agire come vasodilatatore. In questo modo si incrementa il flusso sanguigno del corpo. La circolazione così è piu’ fluida e si evita la formazione di ristagni linfatici alla base di formazioni cellulitiche. La caffeina inoltre ha proprietà anti edema e stimola la circolazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. Quante cose eh? Ma se bevo tanti caffè fa lo stesso? No perchè presa oralmente viene assorbita prima dall’ organismo e non riesce a raggiungere le zone che a noi interessano.
L’Escina ha proprietà vaso protettive ed infiammatorie mentre la vitamina E è fondamentale nella lotta contro i radicali liberi e contro la Perossidazione lipidica.

I jeans anticellulite di Eve Le Rock devono essere portati 4 settimane prevedendo un giorno ogni 6 di lavaggio. Dopo 4 cicli il trattamento anticellulite è completo. Al quarto lavaggio le sostante attive perdono il 30% dei loro effetti ma possono essere ricaricate con un kit da comprare a parte. Funzioneranno oppure è solo un colpo di marketing?
E’ certo che non si tratta di una novità dell’ ultima ora. Anche Miss Sixty, noto marchio di jeans italiano che esporta in tutto il mondo, aveva presentato un modello anticellulite nel 2004. Non solo jeans in quel caso ma anche normali pantaloni e magliette per ridurre la pelle a buccia d’arancio. I jeans all’ interno contenevano delle microcapsule che rilasciavano un siero, lo Skintex, a base di retinolo (ingrediente naturale facente parte della vitamina A necessario a mantenere attive e funzionali le cellule della pelle che producono elastina e collagene) resistente fino a 40 lavaggi. Il normale sfregamento di una passeggiata con quei jeans faceva assorbire il componente alla pelle che ne beneficiava.

Scala Bio Fir invece è un marchio inglese che produce pantaloni anticellulite e calze che aiutano a combattere l’inestetismo piu’ diffuso nelle donne. Per 50 sterline, circa 60 euro, si possono comprare via Internet questi abiti contenenti cristalli che si surriscaldano a contatto con la pelle. A questo punto il calore scioglie la cellulite che si trasforma in liquido assorbito dal fegato.

Per finire non potevano mancare le scarpe anticellulite. In questo caso il fatto di indossarle non è direttamente correlato alla riduzione di panniculopatia. La giusta scarpa allevia il problema perchè una camminata corretta contribuisce e migliora la circolazione, riduce le vene varicose favorenzdo una giusta postura.

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