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	<title>cellulite &#187; conseguenze della cellulite</title>
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		<title>Le conseguenze della cellulite</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 11:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Quali sono le conseguenze della cellulite? Ai danni del processo cellulilico, cosi come lo si interpreta comunemente (riferito soprattutto alla preoccupazione per l&#8217;aumento di volume della zona interessala),infatti si possono associare quelli che, invece, fino a poco tempo fa, per l&#8217;errata concezione della malattia, venivano considerati danni a sé stanti. Infatti, le varici, i capillari, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-56" title="conseguenzecellulite" src="http://www.celluliteitalia.com/wp-content/uploads/2009/06/conseguenzecellulite.jpg" alt="conseguenzecellulite" width="289" height="300" />Quali sono le conseguenze della cellulite? Ai danni del processo cellulilico, cosi come lo si interpreta comunemente (riferito soprattutto alla preoccupazione per l&#8217;aumento di volume della zona interessala),infatti si possono associare quelli che, invece, fino a poco tempo fa, per l&#8217;errata concezione della malattia, venivano considerati danni a sé stanti. Infatti, le <strong>varici, i capillari, le smagliaiure, i rilasciamenti cutanei diffusi</strong>, le <strong>ulcere varicose</strong>, i dolori, le dilatazioni linfatiche (fino all&#8217;elefanliasi) e le flebiti degli arti inferiori non sono altro che manifestazioni o di interessamento di varie strutture della zona colpita oppure di peggioramento della cellulite. Siamo quindi in presenza di una notevole malattia, che trae la sua origine da un&#8217;alterazione venosa e linfatica e che coinvolge tutti i tessuti perché esiste una stasi circolatoria, un conseguenziale aumento di liquidi e di sostanze tossiche e una reazione cicatriziale del tessuto connettivo. È ovvio, perciò che i vasi, continuando ad alterarsi, si dilateranno sempre più conferendo, in tal modo, ai grossi tronchi venosi interni ed esterni la caratteristica varicosità. Si ribadisce il concetto che anche i tronchi venosi interni si dilatano, anzi soffrono per primi ed è ciò che porta alla sensazione di pesantezza, al gonfiore di cui quasi tutti i soggetti cellulitici soffrono. Varici, quindi, per i grossi tronchi venosi!</p>
<p style="text-align: justify;">I piccoli capillari superficiali si dilatano fino a rompersi, così alla cellulite volgarmente detta si aggiungono le ramificazioni di capillari chiamate <strong>teleangectasie</strong> e anche i caratteristici ematomi che si formano al mimmo trauma. Molto spesso si notano in trasparenza della pelle dei vasi sanguigni bluastri, ciò è dovuto alla dilatazione dei vasi di medio calibro non molto profondi. Oltre ai vasi venosi, anche quelli linfatici si dilatano e si rompono, ciò aumenta lo &#8220;stravaso&#8221; di linfa nel contesto dei tessuti e porta non solo all&#8217;aggravamento dovuto all&#8217;ulteriore ristagno di &#8220;scorie&#8221;, ma anche a un aumento del gonfiore, soprattutto nelle parti più basse (spesso è notevole a livello delle caviglie), fino all&#8217;aumento mollo rilevante, che peggiora sempre più e che conduce alla cosiddetta &#8220;elefantiasi&#8221; o gambe a zampe di elefante.<br />
L&#8217;aggravamento di questa condizione, (dovuto anche al fatto che l&#8217;aumento di gravità della situazione circolatoria fa accrescere il tessuto ipodermico infiltrato e sclerotico, che ostacola ulteriormente la circolazione), fa sì che si possano avere serie conseguenze, come le ulcere varicose (causate dalla rottura di una vena con conseguente mancata cicatrizzazione poiché i tessuti non possono riformarsi dato che la zona è malnutrita) e le flebiti (dovute all&#8217;infiammazione della parete della vena). La moltitudine di donne sofferenti di cellulite sa che essa è apportatrice di notevoli stati dolorosi, non solo perché i processi flebitici, anche limitati, costituiscono praticamente la regola se si trascura per molto tempo la malattia, ma anche perché gli accumuli cellulitici che si trovano nelle zone interessate comprimono e stimolano le terminazioni nervose dolorifiche.<br />
Naturalmente neppure la pelle si sottrae al processo, anzi! Ecco quindi che la sua cattiva nutrizione e lo stato di &#8220;tossicosi&#8221; in cui essa perennemente si trova sono apportatori inevitabilmente di rilasciamenti cutanei diffusi e di smagliature. Queste due manifestazioni sono praticamente le costanti di ogni zona colpita dalla cellulite. Spesso il primo segno della malattia è proprio la piccola smagliatura in giovanissima età.</p>
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