L’idroterapia per la cellulite

L’idroterapia, usata per combattere la cellulite, è da intendere come un dolce massaggio fatto con l’acqua. Ha effetti disintossicanti e rinforzanti che stimola la circolazione favorendo l’afflusso di sangue purificato. E’ ormai risaputo e acclarato che fare lunghe passeggiate al mattino presto, a piedi scalzi, sui prati freschi di rugiada; camminare sul bagnasciuga e immergersi pian piano fino alla vita, traendo i benefici delle onde che massaggiano il corpo, rappresenta un’altra forma di idroterapia naturale. L’ambiente migliore per eseguire l’idroterapia è quello marino, dove si uniscono i benefici dell’acqua di mare, ricca di sali minerali, con l’energia delle onde, in grado di effettuare un massaggio tonificante; inoltre si può beneficiare dei bagni di sole e d’aria ricca di iodio. Se siete fortunate ed abitate in una località balneare potete approfittarne anche durante la stagione invernale, a meno che l’acqua non sia così fretta da non permettervelo.
L’idroterapia per la cellulite può essere eseguita anche in casa, nella doccia o nella vasidroterapiaca da bagno, adottando gli opportuni accorgimenti e seguendo alcune regole fondamentali. Per esempio, è importante non praticarla subito dopo i pasti, nel periodo mestruale è preferibile farla dalla vita in su e attenzione se soffrite di pressione bassa. Le applicazioni di acqua calda (temperatura intorno ai 38 gradi) devono avere una durata dai 10 ai 30 minuti, mentre quelle di acqua fredda non devono superare i 3-4 minuti. Potete aggiungere sale marino integrale nella vasca per avere effetti disintossicanti e rivitalizzanti. Utilizzando anche piante medicinali o estratti delle stesse, si ottengono una serie di benefici legati alla loro attività farmacologica. L’efficacia dei trattamenti contro la cellulite risulta migliorata utilizzando l’idromassaggio che favorisce l’ossigenazione dei tessuti oltre a darvi momenti di relax. L’idroterapia prevede anche cure interne, ovvero l’assunzione di 1-2 litri di acqua oligominerale al giorno, ad esempio, è indicata per l’eliminazione delle tossine.

La predisposizione alla cellulite, chi è a rischio

predisposizionecelluliteNon esiste una predisposizione alla cellulite vera e propria perchè quest’alterazione patologica locale è una conseguenza di numerosi fattori ormonali, vascolari ecc.. e in pratica non esiste donna che piu’ o meno, prima o dopo, non abbia a lamentarsi in qualche modo di questa malattia. Esistono però soggetti che presentano condizioni di “rischio” all’ insorgenza della cellulite, vediamo che è particolarmente esposto:
1. I soggetti con precedenti familiari, la cui madre, cioè, o anche altre consanguinee siano state colpite dal processo cellulitico o comunque soffrano di problemi vascolari.
2. Le giovani che hanno sofferto in precedenza di malattia con lunga permanenza a letto, che hanno assunto cortisonici, che hanno subito fratture e quindi hanno portato l’apparecchio gessato per un certo periodo.
3. Coloro che si presentano alla pubertà in condizioni di sovrappeso o di obesità.
4. Le giovani donne, soprattutto dei Paesi mediterranei, di bassa statura con bacino largo e con le curve della colonna vertebrale più accentuate o addirittura con scoliosi.
5. Coloro che presentano consistenti irregolari sbalzi del ciclo mestruale già alla pubertà.
6. Chi conduce una vita molto sedentaria o che è costretto a rimanere molto in piedi.
7. Chi conduce un’esistenza stressante.
8. Le giovani che interrompono un’attività sportiva, condotta intensamente anche nella fanciullezza.
9. Chi si alimenta troppo abbondantemente o disordinatamente, prediligendo, in special modo, le bibite gassate e. i dolciumi.
10. Chi indossa frequentemente e in giovanissima età indumenti troppo stretti (slip, pantaloni ecc. e tacchi troppo alti).

Che tipo di cellulite ho?

differenzacelluliteLa cellulite non è tutta uguale, per ognuna di noi è diversa. Quante volte ci siamo chieste: che cellulite ho? Ecco qui un riepilogo in base alle differenti caratteristiche:

CELLULITE COMPATTA:
Età inferiore ai 30 anni
Attività fisica media o intensa – Gravidanze: nessuna o solo una
Indumenti inadeguati (slip, pantaloni stretti, guaine,collant)
Precedenti familiari – Prevalente localizzazione ai fianchi o alle cosce
Consistenza dura – Assenza di dolore
Assenza di pesantezza alle gambe
Terapie mediche e fisiche mai praticate – Poca sproporzione tra torace e bacino compresi gli arti inferiori

CELLULITE MOLLE:
Età superiore ai 40 anni
Attività fisica leggera o vita sedentaria
Gravidanze: una o più – Indumenti inadeguati (slip, pantaloni stretti, guaine, collant)
Precedenti familiari
Localizzazione addome e/o caviglie e/o cosce e/o glutei
Consistenza molle – Dolore presente anche saltuariamente
Pesantezza alle gambe Fragilità capillare
Gonfiore alle caviglie presente anche saltuariamente
Teleangectasie – Brusche variazioni di peso
Netta sproporzione tra il torace e il bacino con gli arti inferiori
Cortisonici-diuretici-anoressanti
Rilasciamento cutaneo muscolare sempre presente all’interno delle cosce

CELLULITE EDEMATOSA:
Età superiore ai 40 anni
Vita sedentaria – Più di due gravidanze
Indumenti inadeguati (slip, pantaloni stretti, guaine, collant)
Precedenti familiari – Localizzazione diffusa – Consistenza molle
Dolore presente – Pesantezza alle gambe – Gonfiore alle caviglie
Teleangectasie e capillari
Massaggi o altre terapie non idonee praticati precedentemente
Netta sproporzione tra torace e bacino con arti inferiori
Cortisonici, diuretici, anoressanti assunti in gravidanza
Rilasciamento cutaneo-muscolare locale diffuso a tutta la coscia

CELLULITE ASSOCIATA A OBESITA’:
Peso superiore alla norma
Iperalimentazione – Attività fisica sedentaria – gravidanze
Precedenti familiari (anche di obesità) – Smagliature – Localizzazione diffusa – Consistenza molle
Dolore – Pesantezza alle gambe – Teleangectasia
Poca sproporzione tra torace e bacino e arti inferiori
Cortisonici, diuretici, anoressanti assunti in precedenza

I tipi di cellulite: compatta, dura, molle

tipidicelluliteUna classificazione dei vari tipi di cellulite, o più esattamente degli “stadi” della malattia, dato che si tratta di manifestazioni visibili e non del suo evolversi, può essere fatta in base a varie caratteristiche della forma morbosa, ossia quelle anatomo-patologiche, quelle funzionali, quelle che si osservano con le apposite indagini cliniche, quelle apprezzabili all’osservazione. Queste ultime sono quelle più facilmente rilevabili e quindi importanti per una comprensione, un iniervento di prevenzione o di cura più tempestivo.
Dalla valutazione, perciò, dell’aspetto esteriore e delle caratteristiche evidenziabili alla palpazione manuale e attraverso sintomi soggettivi, la cellulite può essere schematicamente suddivisa in tre varietà, sebbene vengano osservate con maggiore frequenza le forme miste, cioè con caratteri intermedi:
– cellulite dura o compatta
– cellulite molle o flaccida
– cellulite edematosa
Accanto a queste tre forme principali ricordiamo la cellulite a componente vascolare, in cui una condizione di grande insufficienza venosa e linfatica é molto evidente, con varici e/o teleangectasie degli arti inferiori, e la forma di cellulite associata a obesità.

Cellulite dura o compatta
È la forma in cui, almeno inizialmente, non si notano evidenti alterazioni della silhouette. La pelle appare ispessita e fortemente aderente ai piani profondi.
È poco mobile. Molto spesso si presenta di colorito cianotico e solcata da smagliature profonde. Le zone cellulitiche non si lasciano comprimere con facilità alla palpazione sia superficiale sia profonda. Si tratta di una forma spesso dolorosa alla palpazione e non; è evidente la “buccia d’arancia” solo se si comprime la parte con le dita;può colpire sia soggetti obesi sia persone magre; il tono muscolare è in genere ben conservato. Questa forma evolve con estrema facilità nella varietà molle, mentre il caso contrario è un’evenienza rara. I sintomi riferiti dalla paziente possono essere: senso di peso e di fastidio fino a una dolorabilità spontanea.

Cellulite molla o flaccida
E’ la forma più diffusa e interessa un maggior numero di soggetti e anche una maggiore area corporea. E’ immediatamente visibile. Le zone colpite tendono spontaneamente alla “fluttuazione” formando come dei gradini di grasso. La figura corporea risulta notevolmente alterata e modificata anche dalla sola forza di gravità; le masse cellulitiche contengono una notevole quantità di liquidi; le parti interessate si presentano gonfie, i contorni delle zone colpite appaiono arrotondati. La palpazione superficiale fa rilevare una tumescenza dei tessuti e la cosiddetta “buccia d’arancia”; con la palpazione profonda, invece, si mettono in evidenza formazioni nodulari infiltrative; il tono muscolare è sensibilmente diminuito e di frequente sono presenti in abbondanza teleangectasie oltre che varicosità sia arteriose (di colorito rosso) sia venose (di colorito bluastro). Più rare le smagliature in questo contesto in cui la pelle è quasi sempre fredda, secca e rugosa. È una forma generalizzata anche se predilige cosce e bacino, con notevoli aumenti di volume. Compare più spesso in soggetti obesi, anche se è possibile riscontrarla in soggetti normopeso. È frequentemente l’esito di una forma compatta. Tra le cause che la determinano gioca un ruolo molto importante la costituzione di tipo astenico linfatico (muscolatura iposviluppata e tendenza all’insufficienza linfatica).

Cellulite edematosa
Rappresenta una variante della cellulite molle, da cui si distingue por il notevole aumento di liquidi nei tessuti. Si tratta di un vero e proprio “infarcimento” tissutale, prevalentemente localizzato nelle parti declivi degli arti: si potrebbe, infatti, confondere con un classico edema di origine cardiaca. La presenza, nelle zone interessate, di cuscinetti e di placche cellulitiche dure, riscontrabili alla palpazione profonda, conferma la malattia cellulitica. È sempre presente il segno della “buccia d’arancia”. Ricordo, però, che la cellulite è una malattia alquanto complessa e bizzarra e quindi è facile notare in uno stesso soggetto zone di cellulite dura accanto a zone di cellulite molle; per esempio è facile riscontrare una cellulite dura e consistente nella parte anterolaterale della coscia e una cellulite molle o edematosa all’inguine e nella parte interna delle cosce.

Cellulite che si crea dopo un trauma fisico o depressione

cellulitedepressioneUna situazione in cui si può osservare lo sviluppo della cellulite è a seguito di un importante trauma a livello del bacino o delle cosce (incidenti, cadute, ferite); come se il corpo cercasse di proteggersi, attraverso la crescita della cellulite, di premunirsi contro l’eventuale ripetersi del trauma. Allo stesso modo anche un rapporto affettivo vissuto come doloroso o una delusione amorosa (che si riflette direttamente nell’area sessuale del bacino e delle cosce, come se fossero proprio loro i primi a soffrire per il trauma) possono portare a sentire il bisogno di “proteggersi” dal rischio di ripetere l’esperienza traumatizzante: ecco allora comparire, a livello delle cosce e del bacino, un cuscinetto di cellulite che permette di ammortizzare i colpi che la vita può riservare alla “zona dell’ amore” e, contemporaneamente, ne riduce la sensibilità verso tutte quelle stimolazioni che potrebbero riportare la donna in una situazione di vulnerabilità simile a quella vissuta in precedenza.

Il bacino e le cosce “colpite negli affetti” hanno così realizzato una perdita di tattilità e si sono “anestetizzati” attivando una vera e propria difesa biologica. Tanto più un tessuto si ispessisce, tanto meno pemetterà di avvertire le sensazioni. Quando ci troviamo di fronte a una localizzazione di cellulite molle nella parte interna delle cosce e dura verso l’esterno delle cosce, possiamo ipotizzare una dimensione esistenziale in cui la sfera della sessualità abbia sofferto. Il tessuto fibroso poi ha una caratteristica: non percepisce più le sensazioni, consentendo al corpo di attuare la sua barriera anestetica nei confronti di un vissuto doloroso che non deve ripetersi. Come in tantissine altre situazioni psicosomatiche il corpo finisce per “metterci una pezza”, in questo caso la cellulite fa da ammortizzatore. Starà a noi cercare un’alternativa più valida consentendo alla cellulite da riassorbirsi. In questo caso diventa molto importante rendersi conto di ciò che la cellulite ci sta “dicendo”; comprendere correttamente il suo messaggio è il primo passo per risolvere il problema.